Gli esami hanno evidenziato alcune tracce di clobetasol

Igor Stella, componente della Nazionale italiana di ice sledge hockey, è risultato positivo ad un controllo antidoping. L’azzurro è stato sottoposto a prelievo di sangue e urine nell’ambito dei controlli antidoping a sorpresa durante la permanenza degli atleti nel villaggio olimpico di Sochi e dai campioni prelevati, rende noto il Comitato Paralimpico, sono emerse tracce di clobetasol, un cortisonico ad azione anabolizzante, contenuto nella crema Trefodermin. L’atleta si è difeso dichiarando di aver usato per il trattamento delle ferite da decubito. «Ho ascoltato l’atleta Igor Stella, che ha dichiarato di aver assunto, davanti alla Commissione Medica dell’Ipc, una crema per piaghe da decubito, il Trofodermin, un cortisonico ad azione anabolizzante, senza averlo dichiarato nei tempi previsti dalla normativa antidoping», è la dichiarazione del capo missione Marco Giunio De Sanctis. «Proprio per questo – prosegue – abbiamo deciso di sospendere il nostro atleta in maniera cautelare». «Entro le prossime 48 ore, verrà sottoposto a un procedimento da parte dell’organismo internazionale, nel corso del quale – informa – sarà chiamato a dimostrare le proprie ragioni e la propria buonafede nell’intera vicenda, aspetto che potrebbe attenuare la sanzione a suo carico. Non potrà partecipare alla cerimonia di apertura, ma potrà assistervi». L’attaccante della nazionale di sledge hockey azzurra non abbandonerà comunque il ritiro per il momento. Igor Stella si trova alla sua seconda presenza a questa manifestazione dopo il settimo posto dell’Italia a Vancouver. Attaccante dell’Armata Brancaleone Varese, è infatti in Nazionale dal 2008 e ha fatto parte della squadra che ha vinto il titolo europeo a Solleftea, in Svezia, nel 2011. A difesa dell’atleta vi è il fatto che i paralimpici a causa della disabilità devono assumere farmaci che fanno parte della loro quotidiana terapia. Chi è paraplegico deve superare i guai ad esempio derivanti da una seduta forzata, come appunto le piaghe da decubito, e dalla scarsa o inesistente autotermoregolazione del corpo. Gli atleti che svolgono attività agonistica a certi livelli devono comunicare le terapie di cui hanno bisogno alle autorità mediche e del controllo antidoping che possono prevedere delle esenzioni terapeutiche. Ma questo non è stato fatto da Stella. Ma cosa rischia ora? Nel caso meno grave, perlomeno la sospensione dell’attività agonistica. Ma tutto dipenderà dalla sua difesa.

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