Gli effetti politici della delibera di Poppi

Sembra che il registro delle unione civili faccia paura al pd. Se le altre amministrazioni di centrosinistra ne fanno un vessillo, al di là degli effetti concreti, quella modenese sceglie il pragmatismo e non ne vuole sentir parlare. Tante parole, auspici, inviti al legislatore nazionale ma in città «siamo già oltre». Eppure la sinistra per decenni si è nutrita di di simboli, bandiere, appelli, utopie. Quindi la posizione del pd sembra dettata da opportunismo politico. Questo il senso dell’intervento dell’assessore Adriana Querzè, sfidante alle urne del candidato Gian Carlo Muzzarelli, che in consiglio ha strappato un applauso dal pubblico e rotto le uova nel cesto democratico. «I simboli sono importanti soprattutto in una città come Modena dove non si voleva far parlare Vladimir Luxuria o dove hanno manifestato le sentinelle in piedi». Parole che urtano i democratici che sembrano dentro la botte del vorrei, ma non posso. Al di là del fatto, come ha sottolineato il centrodestra, dell’ utilità del registro – «fa solo spendere dei soldi e non aggiunge niente di nuovo» per il capogruppo di Forza Italia Adolfo Morandi – il pd deve guardare agli elettori di centro e a quelli più a sinistra. «La loro è una questione di opportunità politica – sottolinea Sandra Poppi di Modenasaluteambiente che ha presentato la delibera -. ci hanno accusato (il primo atto fu recapitato da Vittorio Ballestrazzi,ndr) di strumentalizzazione elettorale, ma il documento lo abbiamo presentato 20 mesi fa». La delibera della Poppi è stata votata anche da Sel, Eugenia Rossi, l’ex pd Garagnani e Modena Futura di Nicola Rossi.

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