Il contratto prevede un nuovo servizio di custodia dei beni ed arredi di utenti sfrattati o decaduti

È stata approvata giovedì sera, nonostante l’astensione di Lega, FdI, Pdl e 5stelle, la delibera riguardante la gestione di 618 alloggi di edilizia residenziale pubblica (Erp) di proprietà comunale, affidata ad Acer (Azienda Casa Emilia Romagna) di Modena. «Il nuovo accordo – ha spiegato l’assessore al Patrimonio Carmelo Alberto D’Addese – prevede una durata di 5 anni dal 2014 al 2018 con la possibilità di rinnovo per altri 5 anni. Viene inoltre riconosciuto ad Acer un compenso per l’attività di gestione corrente di 43 euro al mese per alloggio (prima 40) e un incremento del budget disponibile per la manutenzione ordinaria che passa da 24 a 27 euro al mese. Un aumento – spiega l’assessore – che si è reso necessario per far fronte all’aumento dell’ Iva, dell’imposta di Registro sui contratti di affitto, del costo del personale, degli oneri assicurativi. Si prevede inoltre – conclude – che Acer metta a disposizione del Comune un nuovo servizio di custodia dei beni ed arredi di utenti sfrattati o decaduti o delle eredità giacenti». Durante la seduta è stato inoltre ricordato che il Comune ha trasferito all’Unione delle Terre d’Argine le funzioni in materia di servizi sociali e pertanto la gestione del patrimonio Erp ‘nelle parti a rilevanza sociale’ è delegata al competente Ufficio casa dell’Unione. Per la manutenzione ordinaria sono quindi previsti 200mila euro circa l’anno, corrispondenti al 2% del valore del patrimonio Erp del Comune. «Per ora i canoni di affitto autofinanziano la gestione ma non sarà così nel prossimo futuro – spiega la dottoressa Mattioli -. E solo per gli immobili Acer esistono accantonamenti anti-degrado». Vede un futuro nero per le case popolari la consigliera di ApC, Giliola Pivetti, che commenta: «Il problema sono i rapporti con i copinquilini, che si aspettano sempre che siano altri a fare le cose e dunque sono sempre scontenti. Mettiamo in campo una maggiore responsabilizzazione». Andreoli (PdL) invece, ha posto l’accento sull’evidente «depauperamento del patrimionio immobiliare», chiedendo maggiori controlli da parte del Comune. «Ritengo inoltre fosse il caso di effettuare una proroga e lasciare queste decisioni, che hanno durata pluriennale, alla prossima legislatura» . Posizione condivisa anche dal collega Benatti che ha aggiunto: «Si tratta di una decisione difficilmente sbianchettabile. Rimane poi il problema della gestione della manutenzione. Non sappiamo chi la fa e soprattutto come». Marco Bagnoli (Pd) ha dal canto suo sottolineato positivamente il progetto avviato da qualche tempo de La Casa nella Rete, in discontinuità con il passato. «l Comune non può tornare a gestire direttamente le case popolari: sensibilizzare invece gli inquilini per nuove forme di collaborazione e intervento non mi sembra una missione impossibile». Al termine della discussione è poi arrivata la replica dell’assessore D’Addese che ha commentato: «Sono d’accordo nel coinvolgere maggiormente i coinquilini nella gestione della mautenzione ordinaria. Per quanto riguarda cambiare il soggetto che gestisce il patrimonio Erp, servono investimenti che devono arrivare dal governo centrale. La durata del contratto di 5 anni infine, ci sembrava un tempo congruo per il miglioramento e la progettazione degli interventi». D’Addese ha chiuso il suo intervento spiegando che ACER rendiconta tutti i suoi lavori e gli atti vengono poi inviati agli uffici comunali che hanno così la possibilità di controllarli. La delibera è passata con il voto favorevole di Pd e ApC.

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