Da un carcere di massima sicurezza dei Marines a una prigione (teoricamente) più umana, di media sicurezza. Pur negando che il trasferimento sia frutto delle crescenti pressioni internazionali, il Pentagono ha deciso di trasferire Bradley Manning, il soldato americano accusato di aver passato a Wikileaks centinaia di migliaia di documenti segreti, al carcere di Fort Leavenworth, in Kansas. Manning si trovava nella durissima prigione della base di Quantico, in un regime di massima sicurezza che secondo alcune organizzazioni di difesa dei diritti umani è simile alla tortura. Per otto mesi ha passato 23 ore al giorno isolato in una cella, consumando i pasti da solo, incatenato quando veniva spostato, e dovendo dormire praticamente nudo la notte, ufficialmente per evitare che potesse ferirsi o suicidarsi. Come ha spiegato Jeh Johnson, il responsabile legale del Pentagono, Manning avrà un regime di detenzione meno duro e potrà avere contatti con gli altri detenuti. In queste ultime settimane, si sono moltiplicate le pressioni sulle autorità americane, anche perchè era stato negato il diritto di visita a un inquirente dell’Onu.

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