Più della metà dei 125 bambini allontanati dalle loro famiglie originarie ed affidati a famiglie o a comunità lo sono in maniera definitiva. I numeri di Modena sono in linea se non inferiori alla media nazionale e anche emiliano romagnola, ma l’attenzione al sistema degli affidi conseguenti al caso Bibbiano, e che vede collegamenti anche con alcune realtà modenesi, ha spinto le forze politiche ed istituzioni a chiedere e a fornire dati fino ad ora sconosciuti. Uno sforzo alla trasparenza, quello del comune di Modena che ha chiamato in una commissione informativa sul sistema degli affidi, apprezzato anche dalle forze di opposizione in attesa della risposte che il 26 settembre verranno date alle 4 interrogazioni presentate sul sistema degli affidi a Modena. Interrogativi a cui se ne aggiungeranno altri che tenderanno ad approfondire alcuni aspetti emersi in commissione. Preoccupa anche il fatto che le famiglie modenesi ora disponibili e formate, ad accogliere bambini in affido sono circa una trentina, un numero giudicato troppo basso. Il rischio è di ricorrere, non per necessità ma perché non c’è altra via all’affidamento alle case famiglia. Sono 51 i minori modenesi allontanati dalle famiglie a affidati in struttura. Una soluzione alla quale l’assessore ai servizi sociali conferma di ricorrere soltanto quando non ci sono soluzioni, perché l’obiettivo finale, l’unico capace almeno negli intenti, a mettere d’accordo tutti, è quello di aiutare le famiglie d’origine evitando l’allontanamento

 

Nel video le interviste a:

– Enrica Manenti, Consigliere comunale M5S

– Elisa Rossini, Consigliere Comunale FDI-Popolo della Famiglia

– Roberta Pinelli, assessore al Welfare

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