Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, ha dichiarato lo stato di crisi regionale dopo il violento maltempo che il 15 luglio, prima, e tra il 18 e il 21 luglio, dopo, ha colpito gran parte del territorio. Un provvedimento che resterà in vigore per 180 giorni e che consentirà di attivare con maggiore rapidità risorse e interventi urgenti per la messa in sicurezza e il ripristino delle aree danneggiate. Le ondate di maltempo hanno interessato sette province e ben 117 comuni, compresa Modena, dove in pochi minuti sono caduti quantitativi eccezionali di pioggia. Le stime dei danni causati hanno raggiunto i 7 milioni di euro, nei soli territori dell’area nord. Piogge torrenziali, grandinate, forti raffiche di vento – in alcuni casi superiori ai 119 chilometri orari – e fenomeni di downburst hanno provocato danni diffusi a infrastrutture, edifici pubblici e privati, aziende agricole e attività produttive. Centinaia gli interventi su tutta la provincia da parte dei Vigili del Fuoco, assieme ai tecnici provinciali che hanno dovuto gestire anche le pesanti conseguenze sulla viabilità, con strade e linee ferroviarie interrotte, disagi ai servizi essenziali e, in alcuni casi, l’evacuazione di famiglie.  L’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la Protezione civile ha coordinato gli interventi, garantendo assistenza alle popolazioni e lavorando per il rapido ritorno alla normalità. Con la dichiarazione dello stato di crisi, la Regione assume il coordinamento istituzionale delle operazioni e potrà accelerare gli interventi più urgenti, sulla base delle segnalazioni dei danni raccolte dagli enti locali nei giorni successivi agli eventi meteorologici.