In piazza Roma la base del menu è sempre il jazz, ma gli altri generi arrivano come un’esplosione di sapori. Prima Joss Stone: la musica che torna dopo la serata annullata per maltempo. Le incursioni di soul, funk, rhythm and blues disegnano la sua musica come i petali sulle tinte rosa del vestito che indossa. In testa Aretha Franklin, il mito che ha ispirato il suo stile. Sul palco viene fuori tutta la sua cifra stilistica di personalità: si presenta scalza, come sempre. La naturalezza di uno stile gentile che conquista il pubblico con i brani più moderni e i successi di oltre 20 anni di carriera. Scende persino in platea, cattura i suoi spettatori: li fa cantare, esibire insieme a lei. Un concerto di qualità che ha spianato la strada all’altro artista “british” della quarta sera di Jazz Open: Jamie Cullum, che torna sul nostro territorio dopo vent’anni e una storica performance al Vox Club di Nonantola. E anche qui non mancano energia e contatto con il pubblico. In piedi sopra al pianoforte e poi giù in un salto che rompe gli equilibri. Questa sera toccherà a Luca Carboni, unico artista italiano del festival che si avvia verso la conclusione. Con il gran finale che vedrà protagonista Jean Michel Jarre: il pioniere della musica elettronica cinquant’anni dopo Oxygène. Con laser e proiezioni a promettere spettacolo sulla facciata del palazzo Ducale.