Bodyrock. Bastano le prime note e Piazza Roma è già una festa. Gremita, sold out. Alle 22.15 in punto, Moby calca il palcoscenico in un look “total white”, con quell’inconfondibile grinta che lo contraddistingue da oltre 40 anni. Così ha inaugurato la sua unica data italiana, a Modena, in occasione della prima edizione di Jazz Open. 6500 spettatori, arrivati da tutta Europa, lo hanno accolto con un lungo applauso. Un ritorno attesissimo quello dell’artista americano, che mancava da quindici anni. Dopo l’esplosiva apertura, è Go a far saltare la piazza, trascinando il pubblico in un viaggio attraverso i grandi successi che hanno segnato la storia della musica elettronica. Da Natural Blues fino ai brani più recenti di Future Quiet, il nuovo album pubblicato lo scorso febbraio, Moby alterna energia e momenti più intimi, in uno spettacolo costruito tra luci, immagini e una band dal vivo che supera il concetto di DJ set. Sessantun anni, perfezionista dichiarato, Moby conferma anche sotto la Ghirlandina una cifra stilistica fatta di precisione e coinvolgimento. Più volte si rivolge al pubblico, ringrazia la città per l’accoglienza e introduce alcuni dei brani con aneddoti e ricordi personali. Sotto il palco, migliaia di persone cantano e ballano senza sosta. Dai posti della tribuna fino alle prime file, conquistate da chi aveva scelto i biglietti più ambiti, l’entusiasmo non è mai calato. Una serata capace di confermare il richiamo internazionale dell’evento e la capacità di Modena di ospitare grandi protagonisti della musica mondiale. Dopo le tappe europee di Atene, Madrid e Stoccarda, l’unico concerto italiano di Moby diventa così uno dei momenti più attesi dell’estate modenese, che Piazza Roma difficilmente dimenticherà.