L’inflazione torna a mordere, il Pil cresce lentamente e il mercato del lavoro mostra i primi segnali di debolezza. È la fotografia dell’economia italiana scattata dall’Istat. Ad agosto l’inflazione è salita al 3,3%, dal 2,9% di luglio, spinta soprattutto dall’energia: aumentano gas, carburanti ed elettricità, con il gasolio per il riscaldamento in crescita di oltre il 31%. Resta invece stabile l’inflazione di fondo, all’1,5%. Sul fronte della crescita, il Pil nel secondo trimestre è aumentato dello 0,2% rispetto ai primi tre mesi dell’anno e dell’1% su base annua. Rallenta anche il lavoro: a pagare il prezzo maggiore sono donne e giovani, mentre gli over 50 sono aumentati di 364mila unità nell’ultimo anno. Salari e potere d’acquisto continuano quindi a risentire dell’aumento dei prezzi. Una situazione che si riflette anche a Modena. Secondo i dati evidenziati dalla Banca d’Italia, le famiglie modenesi hanno visto ridursi di circa un miliardo di euro le giacenze sui conti correnti. Per Confesercenti Modena, l’assottigliamento dei risparmi è legato soprattutto all’utilizzo della liquidità accumulata per far fronte alle spese fisse e al carovita. E questo rischia di avere conseguenze dirette sull’economia locale: con meno risparmi a disposizione come cuscinetto, le famiglie tendono a ridurre le spese non essenziali, penalizzando commercio, ristorazione e servizi.

INFLAZIONE AL 3,3%, L’ECONOMIA RALLENTA, SEGNALI DEBOLI DA PIL E LAVORO
Preoccupa il quadro economico nazionale, che si ripercuote anche sul territorio. L’inflazione torna a salire, spinta dalla nuova fiammata dell’energia, mentre il Pil cresce appena dello 0,2% nel secondo trimestre. E l’occupazione resta ferma




































