All’interno l’intervista ad Alberto Crepaldi (Segretario Generale Confcommercio)

Un imprenditore su due pronto a chiudere se l’emergenza dovesse durare a lungo, attività sospesa in quasi l’80% dei casi, calo del fatturato di oltre l’80% registrato dalla gran parte delle attività. Liquidità finanziaria, pagamento dei fornitori e delle tasse le principali emergenze indicate, utilizzo degli ammortizzatori in circa la metà dei casi, ricorso all’assegno dei 600 euro in oltre i due terzi dei casi. È questo, in sintesi, ciò che emerge da un sondaggio effettuato dall’ufficio studi di Confcommercio Modena su un campione di quasi 300 imprese associate, rappresentativo di tutti i settori del terziario commercio, turismo, ristorazione, intermediazione immobiliare, servizi alle imprese  oltre che del mondo delle botteghe artigiane. L’appello di Confcommercio è chiaro. Le imprese devono essere supportate in modo serio e concreto. E sul decreto del governo sono ancora tanti i dubbi del mondo delle imprese.

 

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