Sono arrivati i primi dati sul monitoraggio della qualità dell’aria nei comuni della Bassa dopo lo spaventoso incendio che venerdì notte è scoppiato in una ditta di Finale Emilia dedita allo stoccaggio di rifiuti. Da quanto si apprende, ad andare a fuoco è stato materiale plastico che ha alzato un’ampia nube nera che ha subito necessitato di accurati monitoraggi. Arpae ha rilevato valori di diossine lievemente superiori al limite indicato dalla Commissione consultiva tossicologica nazionale per la protezione della salute umana nel territorio di San Felice. Il tetto massimo, da intendersi comunque -sottolinea Arpae- come livello di concentrazione medio annuale, è pari a 0,040 pgTEQ/ m³, mentre a San Felice, complice il vento che ha spostato gli inquinanti, è stato rilevato un concentramento pari a 0,046 nelle ore immediatamente successive l’incendio. Sotto la soglia dell’Oms e della Commissione invece gli Idrocarburi Policiclici Aromatici, dannosi per la salute umana. Si tratta, come si diceva, dei valori registrati nelle fasi più critiche dell’incendio. Si attendono i dati delle rilevazioni nelle giornate successive per una valutazione complessiva dei livelli registrati. Nella giornata di domani dovrebbero invece arrivare i primi risultati relativi a composti organici volatili e aldeidi.

INCENDIO FINALE, ECCESSO DI DIOSSINE RILEVATO A SAN FELICE
Arrivati i primi esiti di Arpae sulla qualità dell’aria dopo il vasto incendio scoppiato venerdì a Finale Emilia. Inquinanti al momento sotto alla soglia, tranne per le diossine, rilevate in quantità superiore al limite a San Felice





































