Il 29 luglio sarà un giorno decisivo per l’inchiesta sulla morte di Daniela Ruggi. Al Labanof di Milano prenderanno il via gli accertamenti medico-legali sui resti della 31enne di Vitriola, scomparsa nel settembre del 2024. Per la prima volta verrà svolto l’esame autoptico sui resti della giovane ritrovati all’interno della Torre del Pignone. Nella stessa giornata gli esperti effettueranno anche una prima ricognizione degli indumenti recuperati il 28 maggio durante le operazioni di scavo nella torre. L’incarico è stato affidato alla professoressa Cristina Cattaneo, che guiderà il collegio peritale composto anche da antropologi e archeologi forensi già impegnati nelle attività di recupero. Al termine dell’autopsia, se necessario, saranno disposti ulteriori accertamenti antropologici. Agli esami assisteranno anche i consulenti della famiglia: l’avvocato Deborah De Cicco, che rappresenta il fratello Alberto, la medico legale Sara Mantovani e il criminologo Palmegiani. Intanto l’inchiesta della Procura di Modena resta aperta con l’ipotesi di omicidio volontario. Gli accertamenti del 29 luglio arrivano dopo mesi di ricerche che, dal ritrovamento del teschio il primo gennaio, hanno portato al recupero di gran parte dei resti della giovane e di diversi reperti, tra cui anche il cellulare, ritenuto dagli investigatori uno degli elementi più importanti per ricostruire le ultime ore di vita di Daniela Ruggi.