Per gli inquirenti è un omicidio-suicidio

FINALE EMILIA – Sarà l’autopsia a chiarire la dinamica della morte di Valentina Paiuc, la moldava di 48 anni uccisa (pare) a colpi di martello dal convivente, Astrit Qejvani, un 48enne di origine albanese morto qualche ora dopo in autostrada a Soave. Per gli inquirenti la vicenda sta sempre più assumendo i contorni dell’omicidio-suicidio. Gli investigatori infatti sono portati a credere che l’uomo, disperato per il gesto commesso, intorno alle 20 di mercoledì si sia schiantato deliberatamente contro un tir fermo in una piazzola sull’A4, perdendo la vita sul colpo. Intanto le forze dell’ordine stanno ascoltando la figlia della donna uccisa, Natalia, sposata con un finalese, per avere informazioni utili per ricostruire l’accaduto e il movente, oltre ai vicini di casa per capire se hanno sentito o visto qualcosa. Nei prossimi giorni sarà disposta l’autopsia e da questa indagine si capirà se la donna è stata uccisa a martellate, oppure il martello l’abbia usato lei per difendersi dalla furia del suo aggressore. «Come associazione – spiega Elisabetta Aldrovandi, referente per Modena e provincia de “ L’Italia Vera” – viviamo quotidianamente casi di violenza in ambito familiare, e possiamo certamente affermare che difficilmente episodi di tale efferatezza avvengono all’improvviso, in assenza di qualsiasi segnale rivelatore. Ho partecipato alla stesura di un disegno di legge sull’omicidio di genere, è evidente che l’attuale sistema non è di per sè sufficiente né a reprimere né a rieducare adeguatamene il colpevole».