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Un calo nella produzione del comparto che si riflette anche nell’impianto di Modena ed un piano industriale contestato a Padova, nella sede del socio dove dovrebbe essere delocalizzata la produzione pesante della Fonderie cooperative di via Zarlati a Modena una volta che si concluderà il percorso di chiusura e delocalizzazione che entro il 2022 dovrebbe scrivere la parola fine al tecnologicamente obsoleto impianto modenese. Un percorso per dare garanzie sia sotto il profilo ambientale che occupazionale ed urbanistico,  definito dall’accordo sottoscritto da comune e proprietà. Un accordo sul cui rispetto, nonostante le novità non buone sotto il profilo della produzione e le preoccupazioni sul piano occupazionale l’Assessore all’urbanistica del comune di Modena Anna Maria Vandelli ha fornito nuove garanzie. Ieri in consiglio comunale in risposta ad una interrogazione presentata dal consigliere Cirelli del PD. L’Assessore ha poi annunciato l’attivazione di un tavolo regionale per il monitoraggio del piano di riduzione del personale e le prossime azioni in programma sono la sottoscrizione di una convenzione con Democenter per affiancare Fonderie nel reperimento delle risorse necessarie all’avvio della nuova attività e con il Consorzio attività produttive per la ricerca di un immobile adeguato su Modena dove continuare a mantenere le attività meno pesanti e di rifinitura del prodotto

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