Ha respinto tutte le accuse e ha continuato a sostenere la prima versione fornita ai medici. Antonio Bifulco il 39enne imbianchino di Mirandola, arrestato perché ritenuto il responsabile delle violenze psicologiche e sessuali ai danni di un suo dipendente, ha raccontato di aver trovato il suo operaio già in quelle condizioni e di averlo convinto lui stesso ad andare in Ospedale. Il 39enne originario della Campania, durante il suo interrogatorio davanti al Gip ha continuato a dichiararsi innocente: negando sia la brutale violenza del 3 settembre ma anche qualsiasi altro tipo di abuso o minaccia, ma al contrario ha raccontato di averlo aiutato per anni. Secondo le indagini svolte dalla Polizia, coordinate dalla Procura di Modena, e rafforzate dalle testimonianze di alcuni amici della vittima Bifulco avrebbe costretto il suo operaio in una condizione di sudditanza dalla quale ormai, il 38enne mirandolese, non riusciva più ad uscire. In un primo momento infatti spaventato dalle possibili ripercussioni psicologiche e fisiche l’uomo non aveva voluto denunciare quanto accaduto. Solo in seguito, al risveglio dal coma farmacologico, dopo essere stato rassicurato da sanitari e militari ha deciso di raccontare le brutali violenze subite

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