È partita dalla Guardia di Finanza di Carpi ed è stata portata avanti dalle Fiamme Gialle di Rimini, l’operazione di polizia economico-finanziaria denominata “Tricky Tron”, a contrasto delle frodi fiscali, oggi alle battute finali. Il principale soggetto coinvolto è un 45enne, legale rappresentante di una società riminese, solo formalmente con sede legale a Carpi, e operante nel settore di prodotti elettronici – in particolare di quelli destinati al settore automobilistico. Dalle indagini, che addirittura sono arrivate a toccare città come Roma e Milano, è emerso che la SRL aveva utilizzato fatture false del valore totale di 14 milioni di euro relative ad operazioni inesistenti, con lo scopo di ottenere detrazioni dell’IVA nella misura dell’evasione imposta – circa 2 milioni e mezzo – se non addirittura per fare in modo che il bilancio dell’azienda risultasse florido e cercare così di attingere a provvidenze pubbliche di sostegno alle imprese. Oltre 60 le fatture incriminate emesse da due SRL con sede nel milanese nei confronti dell’azienda di Rimini in questione. Ciò che ha insospettito le Fiamme Gialle è stato il fatto che non ci fosse alcuna movimentazione di merci tra i fornitori lombardi e l’acquirente riminese, ma anche la velocità di pagamento rispetto alla data di emissione delle fatture, saldate nel giro di pochi giorni con bonifici bancari. Nei confronti del 45enne accusato di frode fiscale è dunque scattato il sequestro di beni per il valore dell’importo evaso, come disposto dal Gip di Rimini.

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