Era il 1325 quando le truppe modenesi sconfissero quelle della rivale Bologna nella battaglia di Zappolino e come trofeo di guerra si portarono nella città della Ghirlandina una secchia rubata da un pozzo. La vicenda leggendaria è stata resa immortale trecento anni dopo, nel 1622, dal poema eroicomico di Alessandro Tassoni che riecheggia ironicamente le gesta omeriche della guerra di Troia, ma la “Secchia rapita” è diventata nel Settecento anche un’opera musicale di Antonio Salieri, e negli anni Settanta, un cartone animato. Nel 2026, 20esimo anniversario del Museo della Figurina di Modena, la Secchia non poteva non diventare un’illustrazione adesiva da collezione. È l’artista Giulia Pastorino ad interpretarla per la mostra “Figurati Modena”, disegnandola indossata come un copricapo da un prode cavaliere. Un’illustrazione che probabilmente strapperebbe un sorriso anche al Tassoni che la racconta conservata come trofeo nella torre Ghirlandina. E fino all’inizio del secolo scorso era proprio così, mentre ora l’originale si trova nelle sale storiche del Palazzo comunale. Sicuramente un pezzo di storia iconico che a pieno titolo rientra tra i simboli di Modena e per questo scelto insieme ad altri 19 per trasformarsi in figurine, da collezionare in un album, ma anche da ammirare nella mostra a Palazzo Santa Margherita aperta fino al 30 agosto.