Nel video, l’intervista a Davide De Battisti, Direttore Generale Consorzio della Bonifica Burana
Il 2026 è diventato ufficialmente un annus horribilis per la siccità, al pari del ben noto 2022, anzi, forse peggio. A dirlo è il Consorzio della Bonifica Burana che ha segnalato una grave secca del fiume Po, che oggi segna un livello di severità idrica ritenuto “alto”, con conseguenti rischi per gli approvvigionamenti di acqua alle colture. A Modena la situazione non è molto diversa, anzi, su Secchia e Panaro per certi versi è più difficile. Ad oggi gli approvvigionamenti per i campi sono stati garantiti, ma si guarda con apprensione alle previsioni meteo, che non danno piogge consistenti nell’immediato. Anche i nubifragi attesi la prossima settimana non saranno risolutivi del problema siccità. Già durante la scorsa ondata di calore, il fiume Panaro aveva raggiunto la soglia “rossa” di severità idraulica, tale da non consentire il pompaggio dell’acqua per rifornire il territorio. Si è trattato di un giorno solo, quindi non un vero e proprio allarme, ma è chiaro che in futuro non si potrà sempre sperare nel meteo favorevole per avere risorse idriche a disposizione per le ondate di calore che stanno diventando sempre più frequenti. Servono investimenti nazionali, ribadisce la Burana, su impianti che possano, in periodi di piogge abbondanti, trattenere l’acqua per i mesi siccitosi






































