Il parere di Mariangela Busi che a Mantova si sta occupando del nuovo regolamento

Domani il nuovo Regolamento Unesco per piazza Grande tornerà oggetto di discussione tra amministrazione e commercianti dopo lo strappo della scorsa settimana. Le associazioni avevano fatto saltare il tavolo con l’assessore Alperoli, giudicando «inaccettabili» le nuove norme. In attesa di capire se il sindaco sarà in grado di ricucire lo strappo, abbiamo voluto scoprire come sta andando in un’altra città dove, come a Modena, si sta perfezionando il nuovo Regolamento. La scelta è caduta su Mantova, che ha come Patrimonio Unesco tutto il centro storico e Sabbioneta. Si tratta di un’area ben più ampia della nostra, ma ugualmente l’ostacolo più difficile è mettere d’accordo gli esercenti del centro. Ne abbiamo parlato con Mariangela Busi dell’ufficio Unesco del Comune di Mantova. A Modena si pensa al nuovo Regolamento dal 2012, ma il traguardo è ancora lontano. Come sta andando da voi? «Stiamo lavorando da tempo alla redazione di linee guida per l’utilizzo dello spazio pubblico, che entro l’anno dovremmo riuscire a presentare ai cittadini. Si tratta principi elaborati a partire da uno studio storico approfondito dei valori del centro, coerenti con l’identità del sito. Per fare questo però avremo bisogno di uno sforzo congiunto da parte di tutti i soggetti coinvolti.L’Unesco ci riconosce dei valori di carattere eccezionale e universale che abbiamo il dovere di preservare e tramandare». Sotto la Ghirlandina, però, i commercianti non si sentono ascoltati dall’amministrazione e annunciano battaglia. «Io capisco la loro resistenza perché vivono questo percorso come un’imposizione, però allo stesso tempo penso che quando andiamo in visita in un centro storico elegante e curato siamo tutti ammirati dalla capacità di coordinare gli interventi. Non mi sembra così grave chiedere che le tende abbiamo lo stesso colore, e che questo colore non faccia a pugni con le facciate dei palazzi storici. E mi sembra importante voler sostenere le attività che commerciano in prodotti artigianali e tradizionali, soprattutto in una città come Modena dove le eccelenze locali sono famose in tutto il mondo». La valorizzazione di una città non può però prescindere dalla serenità del tessuto economico. «Certo. E’ importante che gli esercenti si sentano protagonisti attivi di questo processo, e che non lo vivano come un sopruso. Il passaggio più delicato è proprio la condivisione con i cittadini e i commercianti, che però dovrebbero essere i primi a volere un centro storico più accogliente». (vi.ma)