Lunedì 05 Dicembre 2016 | 21:36

SCRITTE INGIURIOSE SUI MURALES FALCONE E BORSELLINO

Ferma la condanna da parte di Rita Borsellino, Presidente del Centro Studi e di Giuseppe Schena, Presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi


Deturpato lo sforzo di giovani volontari che ogni giorno si impegnano per diffondere i principi di legalità. Ci riferiamo gli atti vandalici, composti da scritte ingiuriose, trovati sui due murales che, nel piazzale della Meridiana a Carpi, ricordano le figure del magistrato Paolo Borsellino e degli uomini della scorta da un lato e di Giovanni Falcone, Giuseppe Tizian e altre personalità legate dall'impegno civile, dall'altro. Dopo il fatto è giunta la ferma condanna da parte di Rita Borsellino e Giuseppe Schena, Presidenti rispettivamente del Centro studi, documentazione e ricerca 'Paolo Borsellino' e della Fondazione CR Carpi. Assieme in una nota, stigmatizzano quelle scritte di inaudita gravità perché vanno a sfregiare la memoria di alcuni uomini che, oltre ad un indubbio esempio di onestà e dirittura morale, rappresentano anche uno tra i più importanti simboli di impegno civile del nostro recente passato. Salvaguardarne la memoria e coltivarne l'eredità non è impresa di poco conto per un futuro di legalità, giustizia e diritti, sottolineano gli esponenti dei due enti che dal novembre scorso hanno sancito una collaborazione che ha portato all'apertura, proprio a Carpi, della prima sede del Centro studi al di fuori della Sicilia. Ora si tratterà di capire se si sia trattato di un gesto scriteriato e balordo di qualche sprovveduto o di un segnale intimidatorio, ma per Rita Borsellino e Giuseppe Schena, è comunque un messaggio che porta alla necessità di un serio e duraturo impegno nel sensibilizzare soprattutto tra le giovani generazioni a una cultura della legalità e del rispetto. Oltre alla presa di posizione e l’attivarsi per una pronta cancellazione delle scritte in questione, Fondazione CR Carpi e Centro studi 'Paolo Borsellino' presenteranno presto al territorio il programma del primo evento pubblico aperto alla cittadinanza, citando le parole del Giudice ucciso nella strage di via D'Amelio:  “Se la gioventù le negherà il consenso, anche l'onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo.”

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