Giovedì 08 Dicembre 2016 | 08:49

VIGNOLA, MINACCIATI CON UNA PISTOLA: CREDETE IN DIO O IN ALLAH?
- Nel video il ritrovamento di tre bossoli di armi giocattolo -

Cinque ragazzini aggrediti da una banda di magrebini, che poi li ha lasciati andare e ha sparato dei colpi in aria. Recuperati tre bossoli di proiettile a poca distanza, ma si tratta di bossoli di arma giocatolo. Indagano i carabinieri: caso vicino alla soluzione


“Credete in Dio o in Allah?”: una domanda fatta sotto la minaccia di una pistola. Un episodio inquietante. Siamo a Vignola, in via Resistenza: è la sera del 5 gennaio, le 23,30 circa. Cinque adolescenti del posto, di età compresa tra i 16 e i 17 anni, vengono avvicinati da un gruppo di magrebini adulti. Uno di loro estrae una pistola e la punta contro i giovani. Scatta la domanda intimidatoria: Qual è il vostro Dio?”. I ragazzini sono terrorizzati. Rispondono: “Non crediamo in niente”. A quel punto, gli aggressori li lasciano andare.“Era solo uno scherzo”, dicono. Ma intanto sparano alcuni colpi verso l’alto, in aria. I giovani vignolesi tornano a casa: qualcuno racconta l’accaduto ai famigliari, qualcuno invece no. Passa un giorno e mezzo, poi, nel pomeriggio di ieri, i ragazzini si presentano alla stazione dei Carabinieri di Vignola e denunciano tutto.

Questa mattina, a poche decine di metri dal luogo dell’episodio, i militari dell’Arma hanno recuperato dall’interno di un tombino tre bossoli di proiettile. Ma dovrebbe trattarsi di bossoli provenienti da armi giocattolo. Il tombino si trova davanti al Bar Dolce Vita. Si viene a sapere che proprio la sera dell’aggressione, intorno alle 22,30, nel bar era scoppiata una violenta rissa sui fumi dell’alcol tra cittadini magrebini: tavolini rotti e bottiglie spaccate.

“In questa zona – ci viene spiegato – le risse tra ubriachi non sono una novità”. E’ probabile che alcuni dei protagonisti della zuffa di martedì sera siano stati, poi, anche gli autori dell’aggressione ai ragazzini. Per risalire alla loro identità, i carabinieri stanno esaminando anche le immagini girate dalle telecamere di videosorveglianza delle banche che si trovano in via Resistenza. Le indagini stanno dando soluzioni importanti. Il caso sembra già essere vicino alla soluzione.

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