Martedì 06 Dicembre 2016 | 03:51

AVIS E POLICLINICO: SICUREZZA SULLE TRASFUSIONI DI SANGUE

AVIS Provinciale di Modena e il direttore del Centro Trasfusionale del Policlinico fanno chiarezza sulle trasfusioni di sangue infetto avvenute 30 anni fa e ora risarcite dallo Stato italiano


Oggi non si può più parlare di rischio trasfusioni: questo il commento del presidente AVIS Provinciale di Modena e del direttore del Centro Trasfusionale del Policlinico, dopo la sentenza che ha visto la Corte europea dei diritti umani di Strasburgo prendere una netta decisione, con lo Stato italiano che dovrà pagare più di 10 milioni di Euro per risarcire i cittadini coinvolti dalle trasfusioni infette tra gli anni 70 e 90. In una nota, il presidente dell’AVIS provinciale Maurizio Pirazzoli, sottolinea come i risarcimenti siano relativi ad eventi accaduti soprattutto negli anni '80 e riguardano quasi esclusivamente plasmaderivati importati dall’estero e prodotti con plasma di donatori a pagamento. Sono inoltre gli anni in cui una serie di patologie, come alcuni tipi di epatite, si sono affacciate su un sistema che non era pronto a contrastarle. Oggi queste situazioni non possono verificarsi. E il perché è presto detto: grazie ai controlli mirati e sempre più affidabili, l'affinamento delle procedure e con  apparecchiature innovative è profondamente aumentata la sicurezza. Un altro elemento poi consente ora di non dubitare sulla sicurezza del sangue: in Italia la donazione è volontaria, anonima e gratuita. Dove esiste un pagamento per il gesto, può invece nascere il sospetto sull’eventualità di nascondere problemi di salute per non rinunciare ad una fonte di reddito. Inoltre, spiega ancora l’Avis, la raggiunta autosufficienza consolida ulteriormente questa garanzia in quanto tutto il sangue utilizzato è di donatori che rispondono alle stesse precise caratteristiche di idoneità. Giovanni Ceccherelli, direttore del Centro Trasfusionale del Policlinico, ricorda anche come Modena sia stata fra le prime negli anni ’80 ad applicare i controlli per prevenire il rischio di trasmissione dell’Hiv con trasfusione. Il livello di sicurezza è sempre stato dunque una priorità: casi come quelli denunciati negli anni 80 possono succedere se si abbassa la guardia su un sistema che oggi funziona e se si mette in pericolo l’autosufficienza nazionale. Per questo è importante investire sul lavoro delle associazioni e incentivare la donazione.

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