Giovedì 08 Dicembre 2016 | 01:03

STUDIO UNIMORE: TROPPO ‘FAI DA TE’ CON LE MEDICINE

I modenesi consumano spesso farmaci, senza sentire il parere del medico. Questo comportamento, spesso, provoca il ricovero in ospedale


Il boom nell'assumere in maniera autonoma medicine, per curare sintomi banali, come il raffreddore, o più importanti, non è immune da pericoli. E anche a Modena resta particolare la relazione tra pazienti e medicinali. Secondo lo studio condotto in città sulla ‘intercettazione delle interazioni farmacologiche nelle farmacie di comunità”, ideato dall’Università di Modena-Reggio Emilia e promosso da Federfarma, emerge nei modenesi una sorta di timore nell’essere sottoposti ad un eccessivo carico terapeutico, ma appare piuttosto utilizzato anche il metodo così detto del fai-da-te. Una situazione che porta a modificare le indicazioni del medico o nell’acquistare autonomamente ulteriori articoli. Dall’indagine emerge inoltre la tendenza ad assumere, in assenza di controllo, integratori, prodotti naturali e farmaci da automedicazione, mentre è in atto anche un’altra terapia. Lo studio Unimore pone l’accento su un’altra questione delicata: si calcola che le reazioni a un comportamento sbagliato siano responsabili del 5% dei ricoveri ospedalieri, tra i pazienti che già sono sottoposti a trattamenti multiterapici. Federfarma sottolinea il pericolo: manca negli acquirenti, talvolta, la consapevolezza che questi prodotti, sebbene siano di libero acquisto, possano incidere fortemente sulla salute e intervenire sulla riuscita di altre terapie importanti già in uso. Lo studio di Unimore  proseguirà con l’analisi dettagliata dei dati, ma già dai primi riscontri, secondo Silvana Casale, presidente di Federfarma Modena, sta portando alla luce una serie di situazioni e comportamenti diffusi nei pazienti, che dimostra l’importanza della relazione e della consulenza qualificata del farmacista.

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