Martedì 19 Giugno 2018 | 08:49

IL TRICOLORE E' UN PASSATO CHE DIVENTA FUTURO

La bandiera italiana nacque 220 anni fa a Reggio Emilia: simbolo antico che deve riscoprire il gusto di tornare giovane


Vederlo sventolare è la emozione che accende generazioni di italiani. Ad ogni età si associa ad una passione che si riscopre per il territorio, passione intima di appartenenza, di emozione. Brilla nel sole delle piazze dove si celebrano parate militari, oppure sugli stadi calcistici dove i giocatori infiammano sogni e vittorie; si intrecciano alle aste delle apparecchiature militari che portano il nostro Paese dove c’è pace e dove c’è guerra, sornione si affacciano da balconi istituzionali. In uno è la nostra bandiera. Ciò che resta, ci appartiene, di un Paese, di un territorio che ha conosciuto una storia magnifica nei secoli, oltre un patrimonio di eroi e santi che hanno accompagnato epopee  ed imprese.

E’ l’Emilia Romagna la patria riconosciuta di coloro che decisero di dare al Paese il tricolore; lo si decise durante il periodo napoleonico il 7 gennaio 1797 a Reggio Emilia nel corso di una infiammata seduta del comitato federale della Repubblica Cispadana e confermato, con successiva ratifica, nella assise di Modena il 21 gennaio successivo. Ha il dialetto emiliano dunque il fervore che si impresse sul drappo tricolore, il primo di uno stato veramente ed interamente italiano che sotto l’ombra di roventi giornate risorgimentali doveva condurre poi all’unità ed all’affermazione di ideali romantici di patria e nazione. La Repubblica Italiana nel 1946 il 16 giugno la adottò come simbolo poi trasferendolo nel dettato costituzionale ed affermandone la piena dignità di rappresentanza.

Dal 1996 il tricolore ha la sua Festa che a Reggio Emilia si caratterizza per la maggiore solennità alla presenza di alte cariche dello stato e dei reparti militari più suggestivi e prestigiosi. L’apoteosi di idealità e valori, che si affida ai giovani e giovanissimi, sempre numerosi in tutte le manifestazioni che si susseguono nel Paese, a volte risuona vana in un Paese di case, famiglie, scuole, lavori , sempre meno affollati proprio da giovani e giovanissimi, emigranti per mancanza di opportunità. Il Tricolore è un simbolo, è antico ma deve riscoprire anche il gusto di tornare giovane, di mantenersi perennemente giovane con i giovani, di festeggiare laddove si può festeggiare un passato che diventa futuro.

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