Sabato 03 Dicembre 2016 | 07:42

MANOVRA ALLA LENTE UE: BRACCIO DI FERRO PADOAN-BRUXELLES

Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan rassicura del certo buon esito. Ma alle voci strutturali di bilancio questa’anno vanno presentate anche quelle delle emergenze, tra cui il costo dei migranti e del terremoto. Per Bruxelles quello dell'Italia è un caso "difficile". Si attende il verdetto definitivo.


La manovra di Bilancio è sulla scrivania dei Big di Bruxelles e per il nostro Paese prevede una crescita del Pil all'1% e un deficit al 2,3% per il prossimo anno. Sono questi i numeri che si gioca con l’Ue il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. L'Unione europea necessiterà di tempo per valutare ed esprimersi nel merito. Dal calcolo strutturale, secondo l’Italia, andrebbero escluse le uscite per terremoto e migranti, tagliando il conto di quasi 7 miliardi, che equivale a circa lo 0,4% del Pil. L’auspicio, si legge infatti nel documento mandato da Roma alla Commissione, é che questa spesa possa essere classificata come straordinaria. Nel documento anche il destino di Equitalia, che il ministro sta bene attento a non definirlo un “condono”. Ciò che verrebbe abbattuto, nel caso delle cartelle di Equitalia, è il pagamento degli interessi di mora e le sanzioni, ma tutto il resto rimane dovuto. Nei conti anche il capitolo pensioni e gli aumenti per mantenere la sostenibilità del sistema pensionistico. Voci a parte a scrivere il giudizio europeo sarà, come sempre, il dibattito complessivo sulla natura di entrate e uscite, che si gioca su un terreno politico. Da Bruxelles fanno sapere che il caso italiano è “difficile” ma che il dialogo rimane aperto con la volontà di trovare un accordo.

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