Domenica 04 Dicembre 2016 | 02:53

TERREMOTI: IN ITALIA IL 60% DEI EDIFICI E’ A RISCHIO

Il 60 per cento degli edifici in Italia è stato realizzato prima del 1971, con antiquate o addirittura senza norme antisismiche. Lo rileva l'Ance, mentre la stampa internazionale scrive della grave arretratezza dell'edilizia nel Belpaese


Il tragico terremoto che ha devastato il Centro Italia fa parlare dì sé prima di tutto per le vittime, ma anche per la macchina della solidarietà che si è messa in moto per cercare di dare il meglio per i primi soccorsi. C’è però chi punta il dito sulle responsabilità. Lo stanno facendo notare in questi giorni i quotidiani internazionali che segnalano la quasi inesistente prevenzione in un Paese il cui il rischio sismico è tra i più alti al mondo. In Italia, riferisce l'Ance, l'Associazione nazionale costruttori edili, il 60 per cento degli edifici è stato realizzato prima del 1971 e di questi oltre 2 milioni sono in stato pessimo o mediocre.

I campanelli d'allarme del resto ci sono stati: Friuli, Irpinia, L'Aquila, Emilia.

In Italia solo chi costruisce ex novo, e non ristruttura su basi già esistenti, è obbligato a inserire nel progetto le più nuove norme antisismiche. Guardian e Indipendent polemizzano: da quarant'anni ad oggi ci sarebbe stato tutto il tempo per costruire una politica edilizia come in Giappone. La stoccata viene però dagli esperti del Mit di Boston che sostengono come la scossa del 24 agosto non fosse poi così elevata: le leggi italiane – dicono da Boston – sono state sempre troppo permissive.

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