Giovedì 08 Dicembre 2016 | 10:51

SCONTRO ITALIA-UE: BOCCIATI GLI AIUTI A BANCHE E ILVA

Bruxelles rimarca: da noi solo indicazioni giuridiche, sul decreto ha deciso il governo italiano


Tra Bruxelles e il governo italiano è sfida aperta su diversi fronti. Sul decreto salva-banche – ribadiscono fonti Ue – ha deciso Roma da sola, mentre i funzionari europei si sarebbero limitati a dare solo indicazioni giuridiche. Nel mirino della giustizia comunitaria, dunque, gli aiuti di stato, ma non solo alle banche. Proprio in questi giorni la Commissione europea sta valutando infatti le denunce ricevute su possibili misure di sostegno pubblico a favore di Ilva e si preannuncia l'apertura di una procedura di infrazione per i finanziamenti. Nella partita con l'Europa la strategia del governo italiano è quella di sostenere che nel caso dell'Ilva di Taranto non si sia trattato di un normale salvataggio ma di un'operazione finalizzata al risanamento ambientale.

Le leggi europee prevedono, in effetti, l'intervento pubblico, in particolare per quanto riguarda il settore siderurgico. Tuttavia Palazzo Chigi è avvisato e per il premier Renzi sono grane. La Commissione europea – ha chiarito infatti un portavoce dell'esecutivo comunitario – non ha mai detto all'Italia cosa fare o cosa non fare a proposito di Banca Marche, Banca Etruria, CariFe e CariChieti, ma ha solo chiarito quali sono le regole comunitarie in materia. Questa la spiegazione in riferimento alla lettera che il 19 novembre scorso i commissari europei hanno inviato al ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan.

L'Europa, in sostanza, sarebbe sempre a favore di soluzioni private o comunque basate sul mercato. Si sarebbe dovuto valutare con più criterio, quindi, l'utilizzo di fondi pubblici. Guai in vista allora per l'esecutivo, mentre Padoan si trincera: abbiamo agito – sostiene – nell'unico modo possibile. Nel caso che la procedura di infrazione giungesse a termine – il governo è pronto a ricorrere anche alla Corte di Giustizia europea.

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