Martedì 17 Settembre 2019 | 21:47

ANGELI & DEMONI, SEQUESTRO DI MATERIALE IN COMUNE A MIRANDOLA

I Carabinieri, su delega della Procura di Modena, hanno acquisito dal Comune di Mirandola della documentazione sulle adozioni e gli affidi. Si tratta di un'operazione nata da una costola dell'inchiesta di Reggio Emilia "Angeli & Demoni"


Avanza e si allarga il filone dell'inchiesta Angeli e Demoni generato dalle indagini sugli affidi dei minori dell'Unione dei Comuni della Val d’Enza e che dalla Procura di Reggio Emilia ha portato al coinvolgimento di quella di Modena. Attenzione degli inquirenti puntata sugli atti dell’Unione dei Comuni modenesi dell'area nord e che ha Mirandola il comune capofila. Dove i militari del reparto operativo dei carabinieri di Modena, in tarda mattinata, si sono recati su disposizione della procura di Modena per acquisire la documentazione relativa agli affidamenti dei minori a consulenti e case famiglia. Uno di questi, attraverso ad una struttura di accoglienza di Parma, sarebbe arrivata alla psicoterapeuta Nadia Bolognini, già arrestata nell'ambito dell'inchiesta reggiana. E alla quale sarebbe riferita anche una determina di pagamento per una consulenza su una bambina di mirandola affidata ad una casa famiglia di Parma firmata dal responsabile dei servizi sociali e datata 3 luglio, data successiva all'arresto della psicoterapeuta. Documento al centro di una denuncia esposto del gruppo di Forza Italia dell'Unione dei Comuni. Elementi che hanno portato gli inquirenti a puntare l'attenzione sui collegamenti tra la rete di associazioni e consulenti già coinvolti nell’inchiesta reggiana e la realtà modenese facente capo all’Unione dei Comuni area nord. Una filone, quello modenese, che ha generato l'iscrizione nel registro degli indagati di 3 persone. Oltre alla rappresentante della casa famiglia di Parma alla quale la bambina mirandolese era stata affidata, e che avrebbe gestito la consulenza affidata alla psicoterapeuta coinvolta nell'inchiesta, anche la responsabile dei servizi sociali dell’Unione dei comuni area nord. Il lavoro della procura di Modena sarebbe in questa frase relativo all’analisi della documentazione relativa agli affidi e alle consulenze per le quali spicca anche l’ingente cifra messa a bilancio ed impegnata dall’unione dei comuni per l’affidamento di bambini. Più di mezzo milione di euro da affidare nel 2019 a 14 strutture di accoglienza e case famiglia con sede sia in provincia di Modena, sia extraprovincia e regione. Tra queste anche quella di parma alla quale la bambina mirandolese era stata affidata e finita, con la sua responsabile, della procura di Modena.

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