Domenica 24 Marzo 2019 | 07:37

SIMULAZIONE DI REATO E PROCURATO ALLARME, UN VIGNOLESE NEI GUAI PER AMORE

Aveva simulato una aggressione e la paralisi alle gambe per convincere la sua nuova compagna a vivere insieme, ma il suo tentativo è fallito quando i Carabinieri hanno scoperto le bugie e lo hanno denunciato per procurato allarme. Nei guai un 34 enne di Vignola


Per conquistare il cuore della sua nuova compagna si descriveva come un appartenente ad un corpo speciale dell’esercito, pronto a lasciare la carriera, congedandosi per lei. Raccontava di avere partecipato ad azioni che agli occhi della donna lo dipingevano come eroe mentre in realtà non lo era. Nel gennaio scorso, dopo un mese di frequentazione, l’uomo, un 34 enne, operaio, nato e residente a Vignola, chiede alla sua nuova compagna coetanea, residente a Zocca di andare a vivere insieme. Di fronte ai dubbi di lei, decide di giocarsi l’ultima carta, quella che però lo porterà nei guai. La notte del 9 gennaio, l’uomo esce dalla casa di lei per fumare una sigaretta ma poco dopo chiede aiuto chiamando Carabinieri e 118. Afferma di essere stato aggredito da qualcuno che lo ha colpito violentemente alla schiena facendogli perdere l’uso della gambe. Qualcuno che contestualmente avrebbe anche scritto sull’auto della ragazza parcheggiata fuori ‘Io ti uccido’. Non era vero nulla. L’uomo si era inventato l’aggressione forse per impietosire, per fare sentire minacciata la sua ragazza, per spingerla ad accettare la convivenza e la sua protezione. Questa la conclusione alla quale  i Carabinieri sono arrivati sia a seguito dei referti dei sanitari che escludevano danni fisici sia a seguito della ricostruzione delle varie bugie che su di se l’uomo aveva raccontato alla compagna ma anche alla sua cerchia di conoscenze. Un azzardo per amore che gli è costata due denunce per procurato allarme e per simulazione di reato

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