Venerdì 26 Aprile 2019 | 11:37

PIANO PERIFERIE, GRANDI PROGETTI, NUOVI RITARDI

Nonostante l’avvio dei lavori di demolizione all’ex Mercato Bestiame, i primi due grandi progetti inseriti nel Piano Periferie, il data Center e la palazzina di via Forghieri, sono ancora al palo. L’appalto per i lavori è già stato affidato, ma l’area è ancora in completo stato di degrado


Il piano periferie, finanziato dal bando del governo che ha premiato Modena con 18 milioni di euro e con la speranza di metterne in circolo 59 attraverso investimenti privati, avanza piano, e anzi sembra avere già ricevuto una battuta d’arresto. Anche per gli unici di nuovi edifici residenziali e di servizio non solo già finanziati, sulla carta ma anche già appaltati. E che dovrebbero riguardare l’area dell’ex mercato bestiame. Il Data Center la struttura tecnologica accompagnata da un progetto da 5,1 milioni di euro, e la palazzina di via Forghieri, con 37 residenze con finalità sociali e un centro per disabili adulti. Gli unici progetti di nuovi edifici per i quali potrebbe essere posta la prima pietra entro le elezioni di maggio ma già in ritardo rispetto al crono programma annunciato dall’amministrazione. Per il data center il progetto del marzo scorso ha portato all’affidamento dell’appalto per la costruzione alla CTI di Modena con un ribasso del 16%. Sono passati 4 mesi ma nell’area sull’asse di via Rubes Triv, nonostante gli annunci dell’amministrazione dell’avvio ai lavori, prima entro l’anno e poi entro gennaio, non si è mossa una pietra, se non dagli avventori e dai bivacchi abusivi che mantengono il degrado di sempre. Nulla si muove nemmeno su via Forghieri, nell’area del cantiere della futura palazzina. Qui l’appalto da 8 milioni di euro, è stato affidato nel dicembre scorso ad una ditta di mirandola Ma anche qui le uniche tracce di cantiere sono ancora quelle dei lavori iniziati abbandonati 15 anni fa. Le stesse che tutt’oggi mantengono l’area centrale da decine di migliaia di metri quadri dell’ex mercato bestiame, in parte di proprietà comunale pubblica, in parte di cooperative di costruzioni diverse delle quali fallite, da 20 anni chiusa, isolata dal resto della città degradata, senza progetto e quindi senza futuro. In questo caso nemmeno promesso.

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