Sabato 20 Aprile 2019 | 12:22

TRIVELLE IN REGIONE, MODENA SFUGGE ALLA POLEMICA

Il Movimento Cinque Stelle annuncia lo stop a 25 trivellazioni nel territorio dell’Emilia Romagna. Una decisione che ha fatto partire un nuovo braccio di ferro tra la Regione e il governo, ma da cui Modena sfugge: le aree “Bugia” e “Fantozza” sono le uniche che mettono d’accordo entrambe le parti


È polemica su più fronti intorno al Decreto Legge “semplificazioni”. Mentre a Roma le opposizioni insorgono sulla scelta del governo di porre la fiducia alla Camera sul decreto approvato in senato il 29 gennaio, in Emilia Romagna esplode la questione trivelle. Il Movimento Cinque Stelle ha infatti annunciato che con il Dl Semplificazioni arriverà lo stop a 25 siti estrattivi della nostra regione, alcuni dei quali situati anche a Modena. Ma la nostra provincia può tirare un sospiro di sollievo: il braccio di ferro non si giocherà infatti sulle aree “Bugia” che insiste sui territori di Formigine, Sassuolo, Fiorano, Castelnuovo e Modena, e su quella chiamata “Fantozza”, che invece riguarda Carpi e Novi. Sulle trivellazioni nelle zone del cratere del sisma 2012 il no è congiunto e mette d’accordo sia il Movimento 5 Stelle sia la Regione, che nel settembre scorso ha stabilito che per la società Aleanna Resources Llc non sussistono più le condizioni per procedere alle ricerche di idrocarburi. Uno stop che ha visto l’adesione anche dei sindaci dei territori e dei cittadini, che avevano avviato una raccolta firme che aveva collezionato oltre 35.000 sottoscrizioni. Modena è “salva” quindi. La vera disputa oggi si gioca sul campo dei vicini romagnoli, in particolare nei siti di Ravenna.

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