Domenica 17 Febbraio 2019 | 04:13

MORTALE SUL PONTE SANT’ AMBROGIO, INDIVIDUATO IL CONDUCENTE DEL CAMION

Il mezzo che l’11 gennaio ha travolto e ucciso il marocchino di 45 anni sul ponte di Sant’Ambrogio è stato identificato dalle Forze dell’Ordine. Alla guida del camion c’era un 54enne di Bergamo, denunciato in stato di libertà per omicidio colposo e fuga


Il veicolo che l’11 gennaio ha travolto e ucciso Mourad Taos sul ponte di Sant’Ambrogio è stato trovato e con esso, anche il conducente. Le indagini condotte dalla Polizia Stradale sulla base delle immagini delle telecamere hanno portato all’identificazione di un camion cisterna con rimorchio, appartenente a una ditta di Bergamo che si occupa del trasporto di materiale cementizio. Un ritrovamento reso difficile dalla qualità dei video analizzati, che non permettevano di leggere chiaramente la targa dei veicoli in transito sulla via Emilia nel tratto più vicino all’incidente. È stata la particolare forma del camion a consentire alle forze dell’ordine di identificare e fermare, nella giornata di lunedì, un mezzo simile a quello sospetto sul tratto di via Emilia interessato dall’incidente. Il conducente di quel mezzo si è rivelato essere un collega del camionista che ha transitato sul ponte di Sant’Ambrogio il giorno del mortale. Seguendo questa pista, la Polizia si è recata nella sede della ditta di Bergamo e analizzando il suo parco mezzi, hanno trovato indizi schiaccianti. Il rimorchio di camion cisterna analogo a quello visto nelle immagini registrate, presentava evidenti tracce dell’impatto con la bicicletta di Mourad. Il passo che ha permesso di risalire al conducente è stato breve. Si tratta di un uomo di 54 anni, nato e residente a Bergamo, raggiunto dalla Polizia nella propria abitazione. L’uomo è stato denunciato in stato di libertà per omicidio colposo e fuga. Le manette non sono scattate perché gli elementi per ora in mano alle forze dell’ordine sembrano fondare il sospetto che l’uomo non si sia accorto di aver travolto il ciclista.

Nel video l'intervista a Enrico Tassi, Dirigente Capo della Polizia Stradale Modena

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