Giovedì 13 Dicembre 2018 | 16:54

ATTENTATI INCENDIARI ALLE BETONIERE, IN MANETTE UN IMPRENDITORE

Un imprenditore residente a Sassuolo insieme ad altre tre persone è stato arrestato questa mattina dai Carabinieri. I quattro sono ritenuti gli autori dei due attentati incendiari che nell'aprile e nel maggio scorso hanno distrutto diversi mezzi per il trasporto di calcestruzzo a San Cesario e ad Anzola Emilia


Due attentati incendiari consumati all'interno del mercato della distribuzione di calcestruzzo, dove operano padroncini e ditte individuali in forte concorrenza tra di loro. E’ in questo ambito che i Carabinieri di Modena hanno indagato, coordinati dalla Procura della Repubblica di Modena, per arrivare ai nomi del mandante, un 59 enne originario di Vibo Valentia e residente a Sassuolo, e di 3 esecutori materiali, un albanese, un tunisino ed un marocchino, tutti giovanissimi, ritenuti responsabili degli attentati che nella notte del 14 aprile e del 21 maggio hanno distrutto con il fuoco 3 betoniere in un parcheggio a San Cesario e una quarta nel parcheggio della casa di un imprenditore ad Anzola Emilia. A fare saltare il sistema la denuncia alla Calcestruzzi Spa che distribuisce il calcestruzzo in provincia di Modena avvalendosi di piccoli imprenditori, della denuncia di un padroncino che ha fatto il nome di un dipendente all'interno dell'azienda accusato di favorire alcuni soggetti nelle consegne migliori. La Calcestruzzi licenzia il dipendente accusato ma gli altri favoriti si rifanno su chi aveva denunciato il fatto, incendiandogli i mezzi. Con le attività investigative, condotte a ritmo serrato per circa cinque mesi, è stato possibile ricollegare gli incendi del 15 aprile e del 21 maggio allo stesso contesto. Sul conto dell’italiano i gravi indizi emersi lo facevano ritenere il mandante di entrambi gli incendi. Avrebbe pagato gli stranieri per incendiare i mezzi. Per tutti e 4, è scattata la misura cautelare eseguita questa mattina dai Carabinieri del reparto operativo della Compagnia di Modena

Nel video l'intervista a Paolo Bigi, Nucleo investigativo Carabinieri di Modena

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