Martedì 20 Novembre 2018 | 18:14

TETTI IN ETERNIT ALLE FONDERIE, IL TIMORE DEI RESIDENTI

Le Fonderie di via Zarlati continuano a fare discutere. Dopo i problemi legati alle emissioni inquinanti nuove segnalazioni arrivano in relazione alla presenza di eternit sulle coperture dei capannoni dell'azienda


Un cittadino ci mostra direttamente un pezzo di eternit fotografato col suo telefono nel giardino di casa, staccato e trasportato dal vento dalla copertura da centinaia di metri quadri di una delle strutture della fonderie di via Zarlati. Elemento che insieme alle immagini filmate da una videocamera privata dove punta l'occhio della web cam installata a spese dei cittadini che h 24 registra le immagini delle emissioni di polveri, vapori ed altre sostanze, costituisce l'ennesimo motivo di allarme per i residenti della zona Madonnina. Dopo i tempi lunghi nell'installazione degli impianti per il controllo delle emissioni, dopo la scoperta di grandi percentuali di benzene, mai misurato da Arpae per quella zona, dopo il no all'installazione di una centralina di monitoraggio per gli inquinanti e dopo l'aria ancora irrespirabile per i forti odori, ora c'è anche la copertura di eternit in molte parti rotta sbriciolata a preoccupare i residenti che riuniti da tempo nel comitato respiriamo aria pulita, chiedono un intervento immediato dagli organi tecnici competenti ma soprattutto dal comune che con il sindaco è massima autorità responsabile per la salute pubblica. Di fronte alle criticità legate all'impatto ambientale dello stabilimento per il quale non è stato ancora presentato (nonostante fosse previsto entro luglio), il progetto di delocalizzazione a Navicello fissato al 2022, i cittadini chiedono risposte chiare e veloci.

Nel video l'intervista a Maurizio Ruopolo, Comitato Respiriamo Aria Pulita

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