Sabato 26 Maggio 2018 | 23:53

RADIOGRAFIE SU WHATSAPP, L’AUSL SMENTISCE

Dopo la denuncia di Giulia Gibertoni relativa all’invio di lastre su WhatsApp da parte di alcuni professionisti dell’ospedale di Carpi, arriva la replica dall’Ausl. Nessuno dei radiologi del Ramazzini utilizza questa pratica.


Non esiste procedura o indicazione che autorizzi pratiche di trasmissione digitale a domicilio di radiogrammi o altre immagini per la valutazione clinica. Così l’Ausl ha replicato alla denuncia della consigliera regionale Giulia Gibertoni che precisava come da svariate segnalazioni all’Ospedale di Carpi alcuni membri del personale sanitario in reperibilità, per valutare l’opportunità o meno del rientro in servizio, richiedono tramite WhatsApp l’invio di radiografie e risonanze magnetiche. L’Ausl smentisce la notizia precisando che si tratta di un modus operandi che non è praticato da nessuno dei radiologi dell’Ospedale carpigiano, annunciando che sono allo studio dei progetti che consentono la trasmissione delle immagini in remoto, in totale sicurezza e nel rispetto della privacy dei pazienti. L’Azienda Ospedaliera precisa comunque che si tratta di pratiche proibite dalle procedure che regolano la privacy, l’integrità e la sicurezza delle informazioni relative ai pazienti. E che qualora fossero stati posti in essere comportamenti illeciti come quelli denunciati, sarebbero riconducibili alla responsabilità del singolo con l’applicazione delle relative sanzioni.

Nel video le parole di Raffaele Sansone, Direttore dell’Unità Operativa di Radiologia Ospedale Carpi

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