L’ex capitano biancorosso sfiderà domani i biancorossi con cui ha vissuto 5 anni e conquistato due promozioni

Non è sicuramente così che Raffaele Bianco aveva immaginato la sua prima volta contro il Carpi. Il grave momento di crisi che sta vivendo il suo Perugia, contestato dai tifosi e relegato in zona playout nonostante gli investimenti estivi, non gli darà il tempo domani per farsi prendere troppo dall’emozione. Anche se un po’, almeno prima del fischio d’inizio, l’ex capitano ripenserà a quelle 5 fantastiche stagioni che ha vissuto con la maglia del Carpi. In biancorosso il centrocampista di Aversa ha giocato 146 gare, di cui 27 in C1, 91 in B e 26 in A, segnando anche 7 reti. A portarlo a Carpi fu nell’estate del 2012 l’allora d.s. Giuntoli, in prestito dalla Juve. Bianco diventò subito una colonna di quel Carpi, guidato fino alla vittoriosa finale per la B di Lecce, quando indossò la fascia da capitano ereditata dall’infortunato Lollini. Il Carpi gli è stato vicino anche nei 6 mesi di stop per il calcioscommesse dell’estate del 2013, facendolo allenare con la squadra e poi tesserandolo a gennaio del 2014. Una scelta vincente, perché Bianco in poco tempo diventò uno dei leader, tecnici e morali, di quel gruppo che poi con Castori seppe conquistare la A, dove sarà protagonista nonostante il tentativo a inizio campionato di Sogliano di darlo in prestito. La scorsa estate, dopo aver nuovamente sfiorato la A, di comune accordo con la società ha deciso di voltare pagina e accettare la corte del Perugia, che ha investito 500mila euro per portarlo in Umbria. Ma quello con Carpi sarà per sempre un rapporto speciale per Bianco.