Mercoledì 13 Dicembre 2017 | 00:27

ROBERTO CASARI ASSOLTO PERCHÉ IL FATTO NON SUSSISTE: NESSUN ACCORDO COI CASALESI PER LA METANIZZAZIONE DELL'AGRO AVERSANO

Il collegio del Tribunale di Napoli Nord ha scagionato l'ex presidente di Cpl Concordia dalle accuse di concorso esterno in associazione a delinquere di stampo mafioso


Roberto Casari è stato assolto perché il fatto non sussiste. Così il Tribunale di Napoli Nord ha assolto il manager della Cpl Concordia dall’accusa di concorso esterno in associazione camorristica, ipotizzata nel corso delle indagini sui lavori di metanizzazione compiuti tra il 1999 e il 2003 in alcuni comuni del casertano. Secondo l’accusa la Cpl si era aggiudicata l’appalto con l’aiuto della fazione dei Casalesi. La sentenza riconosce che non ci fu nessun patto tra il clan dei Casalesi, guidati da Michele Zagaria, e la cooperativa emiliana Cpl Concordia, così come invece era stato dichiarato dall'ex boss pentito Antonio Iovine. Sono invece stati condannati gli imprenditori che eseguirono i lavori Antonio Piccolo e Claudio Schiavone, rispettivamente a 10 e 6 anni. Roberto Casari è alla terza assoluzione. Lo scorso luglio il Gup del Tribunale di Roma aveva emesso sentenza di non luogo a procedere in merito all’ipotesi di corruzione dei servizi segreti italiani negli Emirati Arabi, mentre in precedenza era stato il Tribunale di Modena a proscioglierlo per la vicenda del fotovoltaico in Puglia. L’inchiesta principale, che vede ancora aperto un fronte modenese, era nata da un’indagine condotta dai Pm Henry John Woodcock, Celeste Carrano e Giuseppina Loreto che avevano accusato i vertici della Cpl di corruzione per la metanizzazione di Ischia.

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