Domenica 20 Agosto 2017 | 05:52

TENTATO OMICIDIO DI LUCIANO PANCALDI, CONDANNATA A NOVE ANNI LA FIGLIA

E’ stata condannata in primo grado a nove anni di carcere, con rito abbreviato, Cristina Pancaldi, mandante nel tentato omicidio del padre Luciano avvenuto a Vignola nel novembre del 2015. Pene di poco minori per gli altri tre indagati


Nove anni di carcere per Cristina Pancaldi, otto per gli altri tre indagati. Questo è l’esito del processo di primo grado che vedeva imputata la donna quale mandante del tentato omicidio del padre Luciano, avvenuto a Vignola nel novembre 2015. L’uomo, ora 75enne, venne assalito da uno sconosciuto in via Cappuccini, mentre passeggiava verso casa e fu colpito con numerose pugnalate, ma nonostante le ferite riuscì a cavarsela. Da lì partirono le indagini dei Carabinieri, che anche grazie alle intercettazioni telefoniche e ambientali riuscirono a ricostruire la vicenda arrestando quattro persone. Al termine del procedimento con rito abbreviato è arrivata la sentenza che ha condannato la figlia di Pancaldi, accusata di aver assoldato un sicario per uccidere e successivamente appropriarsi dell’eredità del padre. Otto anni di pena, invece, sono stati inflitti a Fabio Rasponi, compagno di Cristina nonché suo complice in questa vicenda, a Salvatore Vascoli, colui che doveva essere il killer di Pancaldi a fronte di un compenso promesso di 10mila euro, e a Rosario Sambasile, che nella ricostruzione del giudice avrebbe avuto un ruolo da intermediario tra gli altri protagonisti di questa vicenda.

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