Martedì 27 Giugno 2017 | 14:18

ACETO BALSAMICO DI MODENA NEL CAOS

Tempi duri per l’aceto balsamico di Modena, tra le dimissioni del presidente del Consorzio Tutela Stefano Berni e quelle di Armando De Nigris. E sull'oro nero nostrano incombe anche la decisione dell’Unione Europea sull'utilizzo del termine “balsamico” anche per produzioni non tipiche emiliane


Tempi duri per l’aceto balsamico di Modena. Prima  le dimissioni di Stefano Berni, Presidente del Consorzio Tutela Aceto balsamico di Modena, che aveva constatato un clima ostile nel quale gli interessi delle singole aziende prevalevano sullo spirito comune che era alla base dell’esistenza del Consorzio stesso. Pochi giorni fa, poi, le dimissioni dal Consiglio d’Amministrazione di Armando de Nigris, Presidente dell’omonimo gruppo, che ha annunciato anche la revoca dell’adesione della sua società Acetifici Italiani di Modena. L’addio di De Nigris segue quello di Berni poiché mancando la sua figura viene a mancare anche colui che garantiva terzietà all'interno del consorzio Aceto Balsamico di Modena Igp. Non solo dissidi interni, però, ad agitare le cantine emiliane  dell’oro nero, ma anche la richiesta da parte della provincia di Trento di ricevere il riconoscimento per il proprio prodotto. Immediata la reazione modenese, secondo cui la dicitura balsamico è da secoli indissolubilmente legata a un’eccellenza del nostro territorio, riconosciuta in tutto il mondo. E su questo tema è in corso anche una battaglia in Europa per impedire l’utilizzo di “balsamico” da parte anche dei produttori tedeschi.

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