Lunedì 21 Agosto 2017 | 10:08

TRAGEDIA ERASMUS IN SPAGNA, RIAPERTA L’INCHIESTA

Un nuovo giudice istruttore dovrà procedere con l'interrogatorio dell’autista, che il precedente gip non aveva invece sentito. L’archiviazione era stata una sorta di choc per i coinvolti, anche perché la polizia catalana, dopo il fatto indicò come causa più probabile del disastro, proprio il colpo di sonno dell’autista


Laura, verso la fine del 2016 era tornata in Spagna, per unirsi ai familiari delle vittime della tragedia dell’Erasmus a Tarragona, nel presentare il ricorso contro la sorprendente e dolorosa archiviazione della causa penale sullo schianto dell’autobus che costò la vita a 13 ragazze. La studentessa modenese a causa di quel tragico episodio rimase per mesi in Ospedale in Spagna, dove fu sottoposta a diversi interventi chirurgici. Ora il morale di laura è tornato a salire perché con una inversione di rotta la giustizia catalana ha deciso di riaprire l’indagine penale, annullando l’archiviazione disposta in novembre dal gip di Amposta, una decisione che aveva suscitato indignazione fra le famiglie delle vittime. Un nuovo giudice istruttore dovrà dunque procedere all’interrogatorio dell’autista, che il precedente gip non aveva invece sentito. L’archiviazione era stata una sorta di choc per i coinvolti, anche perché la polizia catalana, dopo il fatto indicò come causa più probabile del disastro, proprio il colpo di sonno dell’autista, che secondo la stampa spagnola subito dopo l’incidente avrebbe ammesso con i soccorritori di essersi addormentato al volante del bus mentre percorreva l’autostrada che collega Valencia e Barcellona. Le famiglie delle vittime ora si augurano che l’inchiesta chiarisca tutto, e possa far luce su un viaggio che imponeva una tabella di marcia massacrante: in 24 ore lo stesso conducente doveva guidare per 350 km all’andata e 350 km al ritorno.

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