Martedì 23 Luglio 2019 | 03:28

FOSSA E MIRANDOLA UNITE NEL RICORDO DI ANNALISA

Sul tragico incidente mortale avvenuto ieri sulla Statale 12 si cerca di capire come mai la Lancia guidata dalla 53enne Annalisa Frattolin non si sia fermata all’incrocio tra via Bosco e via dell’Industria


Fossa e Mirandola si stanno stringendo in queste ore nel ricordo di Annalisa Frattolin, rimasta vittima ieri nell’incidente sulla Statale 12. Tanti i messaggi apparsi sulla pagina Facebook ‘Sei di Fossa se’ per testimoniare la vicinanza, in questo momento così drammatico, ai familiari della 53enne, nata a Verona, cresciuta nel mantovano e residente nella frazione di Concordia a soli 4 chilometri dal terribile incrocio, tragico scenario dello schianto tra il camion e la Lancia Y. Nei due paesi della bassa modenese ci si domanda come sia potuto accadere il tremendo impatto tra i due veicoli, in un tratto di strada tra l’altro che Annalisa conosceva benissimo, perché si trattava del percorso fatto ogni giorno per recarsi al lavoro alla Carrozzeria Imperiale. Come mai la 53enne dunque non si è fermata allo stop? C’è chi dopo lo scontro ha parlato di un possibile malore, altri invece in assenza della nebbia hanno pensato, considerata anche la temperatura sotto lo zero, al ghiaccio che poteva essere presente, visto l’orario di prima mattina, nel tratto di via Bosco. Il 39novenne camionista di Benevento, rimasto illeso nell’incidente, ha spiegato di aver provato a frenare, infatti i segni erano chiaramente visibili sull’asfalto, ma di non essere riuscito ad evitare il tremendo impatto con la Lancia. Il conducente del camion, come da prassi, sarà coinvolto nell’inchiesta penale aperta dalla Procura. Annalisa lascia il marito, che lavora proprio poco distante dal fatale incrocio e la figlia Sara, 26enne impiegata come farmacista a Mirandola. 

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