Lunedì 24 Settembre 2018 | 03:33

PROCESSO PISTA MARZAGLIA, ASSOLTI I TRE IMPUTATI

Non c'è stata nessuna lottizzazione abusiva durante la costruzione dell'autodromo di Marzaglia. Il giudice ha detto che «il fatto non sussiste»: scagionati i dirigenti comunali e il progettista dell'azienda concessionaria


Non c'è stata nessuna lottizzazione abusiva durante la costruzione dell'autodromo di Marzaglia. E il fatto, come ha detto ieri sera il giudice monocratico Domenico Truppa, «non sussiste». Si è chiuso così il lunghissimo processo, passato anche attraverso due richieste di archiviazione respinte, sulla costruzione della pista prove contestata dagli ambientalisti di Itala nostra e del Comitato bosco di Marzaglia che si erano poi costituiti parte civile.

Prima nel mirino era finita la delibera con cui si diede il permesso a costruire sui terreni agricoli di Marzaglia, vicenda finita con l'archiviazione, poi soprattutto si era contestato lo spazio di verde pubblico o a uso pubblico rimasto a seguito dell'arrivo delle ruspe. Secondo la prima accusa l’autodromo sarebbe sorto in una zona vincolata all’80% a verde pubblico; di parere opposto la difesa, secondo la quale era sufficiente una quota del 50% di verde e a questo proposito ne era stato preservato il 55%.

A finire sul banco degli imputati erano stati i dirigenti comunali Giovanni Villanti e Marco Stancari, oltre al progettista della Vintage, azienda concessionaria dell'impianto, Giuseppe Gervasi. Per tutti come detto è stata pronunciata l'assoluzione, una sentenza che certifica dunque la legittimità del loro operato.

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