Mercoledì 25 Aprile 2018 | 20:13

MASERATI MODENA: CONTRATTI DI SOLIDARIETA’, FIOM NON FIRMA

Dal primo dicembre per otto mesi cambia l’ammortizzatore sociale, ma gli esuberi dichiarati dall’azienda tornano a salire e la sigla della Cgil non ci sta


Dopo la cassa integrazione, nello stabilimento Maserati di Modena arrivano i contratti di solidarietà: otto mesi a cominciare dal prossimo primo dicembre. La Casa del Tridente ha sottoscritto nei giorni scorsi un accordo con i sindacati Fim-Cisl, Uilm-Uil e Fismic. Sulla piattaforma non c’è, invece, la firma della Fiom-Cgil: la sigla giudica positivamente il cambiamento di ammortizzatore sociale, ma “non condivide” la struttura dell’intesa. Il nodo sta nel numero di esuberi dichiarati dall’azienda: 150. La Fiom fa notare come nei mesi scorsi la stessa Maserati ne aveva stimati 120, poi scesi a una settantina con il trasferimento di alcune decine di addetti fra diversi altri impianti della galassia Fiat-Chrysler o in Ferrari. Secondo le tute blu della Cgil, questo contratto di solidarietà comporterà una riduzione dell’orario di lavoro medio di quasi il 60% per i 251 lavoratori in forza allo stabilimento modenese, con conseguente taglio dei salari e rallentamento nella  maturazione di ferie, permessi e tredicesime. La Fiom ha scritto una lettera all’azienda e agli altri sindacati in cui chiede di poter ridiscutere le condizioni dell’accordo. In viale Ciro Menotti nel 2017 saranno prodotte le nuove versioni dei modelli GranCabrio e GranTurismo, ma a partire dal 2018 non è dato sapere quale sarà la destinazione della fabbrica.

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