Martedì 06 Dicembre 2016 | 03:51

IN PISCINA COL BURKINI: A MODENA SI PUO’ MA NIENTE VELO

Nelle strutture comunali consentito l’accesso ai costumi specializzati per donne musulmane. Per ragioni igienico-sanitarie è invece vietato entrare in vasca con indumenti di tessuto diverso


Una nuova parola, da qualche settimana, occupa stabilmente i titoli dei giornali di tutta Europa: burkini. Il termine sta a indicare il costume da bagno per le donne di fede musulmana, costume che copre l’intero corpo, il cui nome deriva evidentemente dalla contrazione tra burqa e bikini. Anche se, a differenza del burqa, il burkini lascia il volto scoperto.

Nella Francia più volte bersaglio di attentati di matrice jihadista, a partire da fine luglio alcuni sindaci hanno emesso ordinanze che vietano l’ingresso alle spiagge comunali a chi indossa il burkini. Provvedimenti criticati da più parti, ma accolti favorevolmente dal primo ministro transalpino Valls, secondo cui il costume in questione è “espressione di un’ideologia basata sull’asservimento della donna” e dunque “contrario ai valori della Francia”.

In Italia non c’è nessun divieto per il burkini: il ministro dell’Interno Alfano si limita a ricordare che da noi “c’è libertà di culto”. Il Pd si schiera contro il socialista Valls, mentre la Lega Nord lo applaude.

E a Modena che si dice? Il Comune preferisce non prendere posizione su un fenomeno che da noi, almeno per il momento, non è diffuso come in Francia. Nelle piscine comunali della nostra città è vietato l’ingresso se non si indossa un costume: il burkini è dunque ammesso, ma per le donne musulmane niente velo in vasca.

In piscina, insomma, si può accedere solo in costume da bagno, mentre sono proibiti indumenti comuni in cotone o altri tessuti. Nessun divieto collegato a valori etici, ma proibizioni dettate solo da ragioni di tipo igienico-sanitario.

Intervista a Daniela Savigni, Piscine Dogali

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