Domenica 04 Dicembre 2016 | 02:55

RAPPORTO DIA: MAFIA TRA AFFARI D’ORO E RICICLAGGIO

Modena e provincia resta un territorio appetibile per le infiltrazioni mafiose che sono ancora in grado di esercitare un forte condizionamento del tessuto socio economico


La lotta alla mafia da parte delle forze dell’ordine, a Modena e provincia non si ferma, ma allo stesso modo sembra non arretrare l’infiltrazione portata avanti da cosche o clan nel territorio emiliano. Parla chiaro il rapporto del secondo semestre del 2015 presentato dalla DIA, Direzione Investigativa Antimafia, che fornisce un quadro completo provincia per provincia. Quel che emerge è che l’Emilia Romagna, in particolare l’area modenese è un territorio ritenuto ancora appetibile per le infiltrazioni mafiose che, in modo silente ma costante, sono ancora in grado di esercitare un forte condizionamento e sfruttamento del tessuto socio economico amministrativo, il coperchio sollevato dall'inchiesta Aemilia è l’esempio per tutti. Dalla relazione emerge come siano cambiati i profili dei clan e delle cosche che scelgono una spartizione del territorio senza faide ma in modo pacifico e quindi più fruttuoso. Nel modenese oltre alla nota presenza dei casalesi abili nella corruzione e connivenza e dei calabresi capaci di intessere rapporti con apparati politici e imprenditoriali locali come è stato dimostrato con la ricostruzione post terremoto; viene registrata la mafia siciliana con la presenza dei gelesi, specializzata nel traffico di stupefacenti, che sfrutta anche l’alleanza con clan stranieri come gli albanesi per gestire lo spaccio di cocaina ed eroina. Non mancano i pugliesi specializzati in consistenti furti di prodotti alimentari.

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