Mercoledì 07 Dicembre 2016 | 23:05

FALLITO GOLPE IN TURCHIA: VISTO DA MODENA

Un tentato colpo di stato represso nel sangue dalla polizia fedele al premier Erdogan. E gli echi di questo episodio arrivano inevitabilmente anche alla folta comunità turca della nostra città


Sono più di mille i cittadini di nazionalità turca che vivono a Modena, che questa notte hanno seguito con trepidazione, parteggiando per una o per l'altra fazione, quello che stava drammaticamente accadendo in Turchia. Un tentato colpo di stato, da parte dei militari, poi represso dalla polizia fedele al presidente Erdogan ha provocato un autentico bagno di sangue: l'ultimo bilancio è di oltre 200 morti, negli scontri avvenuti soprattutto tra Ankara e Istanbul, le due città più grandi della Turchia, un paese da sempre a metà tra Occidente e Oriente percorso da anni da forti tensioni sociali, politiche e religiose.
Il presidente Erdogan, - dopo che ieri sera sembrava avesse chiesto asilo politico, forse negato, in Germania e in Gran Bretagna - fallito il colpo di stato, è ricomparso all'aeroporto Ataturk di Istanbul accolto da un bagno di folla, la stessa che ieri sera è scesa in piazza Taksim in suo sostegno, Lo stesso presidente ha promesso pene molto dure per i golpisti. Questo episodio molto cruento e molto importante per il futuro della Turchia ha inevitabilmente provocato commenti e interpretazioni anche presso la folta comunità turca presente a Modena. Stamattina, però, alla moschea Ulu Camii di via Munari - uno dei luoghi di preghiera più frequentati dai turchi - non c'era ancora nessuno, mentre l'associazione interculturale Milad, considerata vicina all'opposizione del leader religioso Fetullah Gulen, è stata vittima nella notte addirittura di un atto vandalico da parte di sostenitori "modenesi" di Erdogan.
E' qui, in via delle Suore, che abbiamo incontrato un dipendente dell'associazione, Alì Riza Muderrisoglu, che vive da anni a Modena e non può rientrare in Turchia perché, dice lui, verrebbe immediatamente arrestato come oppositore politico. Sentiamo il suo punto di vista. 

 

Nel servizio l'intervista a Alì Riza Muderrisoglu, Associazione Interculturale Milad


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