Venerdì 09 Dicembre 2016 | 02:51

VINCE LA BREXIT: CAMERON SI DIMETTE, BORSE A PICCO

Gran Bretagna fuori dall’Europa: il referendum sancisce il divorzio di cui già si vedono le conseguenze. Ecco l’analisi della Professoressa Graziella Bertocchi, docente di Macroeconomia dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia


Il primo ministro David Cameron si dimette, la sterlina ai minimi da trent’anni, le Borse di tutto il mondo a picco come non avveniva dai tempi del crack Lehmann Brothers. Il Regno Unito esce dall’Unione Europea e i primi effetti sono dirompenti. Così, però, hanno scelto i britannici: a favore della Brexit si è espresso il 51,9% dei votanti, per lo più cittadini over 65 e abitanti delle periferie e delle città più piccole. Il fronte del ‘Remain’ conquista le preferenze dei più giovani e vince a Londra, in Scozia e in Irlanda del Nord, ma non basta. Esulta il capo degli euroscettici d’Oltremanica Nigel Farage: “Questa è l’alba di un Regno Unito indipendente”, osserva. Mentre il premier Cameron annuncia il suo passo indietro: “Serve un nuovo leader per guidare i negoziati con l’Unione”, dice. Già, i negoziati. Il divorzio dall’Europa è un atto che si consumerà in un tempo compreso tra i due e i cinque anni, durante i quali la Gran Bretagna dovrà stipulare nuovi accordi con Bruxelles. E i punti più delicati sono quelli sulla circolazione delle merci e dei lavoratori. Lo spauracchio, per gli imprenditori, sono dazi e certificazioni obbligatorie. E i mercati finanziari sono già sotto choc.
 

Intervista Graziella Bertocchi, docente di Macroeconomia dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia

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