Mercoledì 07 Dicembre 2016 | 23:12

LA STORIA DI OUSMARA, ARRIVATO SUI BARCONI

Mentre si continua a parlare di chiusura delle frontiere, continuano gli sbarchi e i naufragi. A Modena tre giovani hanno aperto le porte della loro casa a un richiedente asilo


Ousmara viene dal Ghana e il suo viaggio è iniziato nel 2010. Ci ha messo 5 anni per arrivare in Italia: ha dovuto lasciare la moglie incinta, e non ha mai visto Fodey, suo figlio. Il suo viaggio è costato 600 euro. È arrivato in Sicilia su un barcone con altre settanta persone. Ha attraversato mezza Africa, sopravvivendo grazie a lavori di fortuna, per fuggire dalla dittatura: tutti i membri del suo partito, all’opposizione, sono in carcere. Anche lui è stato picchiato a sangue ed è scappato dall’ospedale. Nel deserto del Sahara ci sono le tombe di chi è stato ucciso dai banditi, racconta, mentre in Libia a ogni angolo si corre il rischio di essere derubati o rapiti.

È ancora sotto esame la sua richiesta di asilo: nell’attesa frequenta corsi professionali a Modena e impara la lingua, sperando di trovare presto un lavoro che gli permetterà di ricongiungersi con la sua famiglia. Oggi vive con tre giovani italiani tra i 27 e i 32 anni, Matteo Orlandi, Andrea Nava e Paolo Borghi, che si sono conosciuti al Centro missionario di Modena e hanno deciso di abitare insieme.

Intervista a Ousmara Camara, richiedente asilo, Ghana  

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