Lunedì 05 Dicembre 2016 | 09:25

IL RICORDO DEL SACRIFICIO DEI PATRIOTI MENOTTI E BORELLI

Oggi ricorre il 185° anniversario del loro sacrificio datato 26 maggio 1831. La cerimonia di commemorazione è avvenuta in piazzale 1° Maggio


Narrare ai giovani di oggi gesta e eroismi di quelli di ieri. Magari riflettendo sulla scelta fatta dai ragazzi nel periodo del Risorgimento pronti a dedicare la propria vita sacrificandosi fino in fondo per un ideale di libertà. Questo uno degli obiettivi della cerimonia in piazzale 1° Maggio, per la commemorazione del 185° anniversario dell'impiccagione dei patrioti Ciro Menotti e Vincenzo Borelli. Ciro Menotti nacque a Migliarina di Carpi il 23 gennaio 1798. Il 26 maggio del 1831 fu impaccato nella cittadella di Modena per ordine del Duca Francesco IV dopo i contatti con i liberali francesi e il coinvolgimento nel complotto destinato a passare alla storia con il nome di ‘congiura estense’. Menotti è considerato un precursore non solo dei moti del 1831 ma anche dell'intero Risorgimento, tanto che Giuseppe Garibaldi volle usare il suo cognome come nome per il proprio figlio primogenito. Vincenzo Borelli, nato a Modena il 5 gennaio 1786, esercitò la professione di notaio collaborando con Ciro Menotti. Per la sua attività politica fu arrestato con l’accusa di lesa maestà e ucciso il 26 maggio del 1831.

Interviste a Giorgio Montecchi, Presidente Istituto per la Storia del Risorgimento e Cesare Galantini, Presidente Associazione Veterani Emilia Romagna

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