Lunedì 05 Dicembre 2016 | 19:36

SCANDALO POLICLINICO: PARLA IL PROCURATORE CAPO LUCIA MUSTI

L'inchiesta su cui ha indagato per due anni la Procura di Modena ha portato alla richiesta di 50 rinvii a giudizio con le accuse di abuso di ufficio, turbativa d’asta e corruzione


L’inchiesta Last business, al termine di due anni di indagini su un giro di appalti e mazzette, relative al periodo 2007-2012, quando era direttore generale Stefano Cencetti, ha portato alla richiesta di 50 rinvii a giudizio con le accuse di abuso di ufficio, turbativa d’asta, corruzione. I pm Niccolini e Mazzei, coordinati dal procuratore capo Lucia Musti hanno approfondito legami poco chiari e sospetti fra manager ospedalieri e dirigenti delle coop rosse. Fra le 50 richieste di rinvio a giudizio spiccano quella dell’ex direttore generale Stefano Cencetti, e dei dirigenti del Policlinico, Alessandro Bertacchi e Paola Vandelli. Sul versante delle coop alcun delle società coinvolte sono il Consorzio Cooperative Costruzioni, il Consorzio nazionale Servizi, la Coopservice, la Cpl e la Cmb. In pratica in base all'inchiesta della Procura di Modena, Cencetti garantiva a una serie di manager delle coop rosse, lavori spesso senza neanche indire gare d’appalto, oppure come varianti di altri appalti. In cambio Cencetti avrebbe ricevuto fiumi di denaro che andavano a finire sulle sue società Hfm e Multiline, o come sponsorizzazione per congressi che lui stesso organizzava o attraverso triangolazioni. Fra le carte della Procura si legge ad esempio dell’affidamento da parte di Cencetti e Bertacchi di un servizio di manutenzione edile e di aree verdi e sicurezza antincendio alla Consorzio Cooperative Costruzioni diretta da Giorgio Benedetti, per un importo di quasi 16 milioni di euro, dove non si ricorre a una regolare gara ma ad una procedura negoziata. E ancora, sempre con la CCC, l’affidamento dei lavori di costruzione del cosiddetto “edificio di trasferimento” per un importo di oltre 3 milioni di euro, imputando la spesa al capitolato di un altro appalto per il quale il Consorzio era già aggiudicatario. Ora, formulate le richieste di rinvio a giudizio toccherà al Gip stabilire la data per l’udienza preliminare. In quella sede il giudice pronuncerà il decreto di rinvio a giudizio o sentenza di non luogo a procedere.


Ai nostri microfoni Lucia Musti,  Procuratore Modena 

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